Still Here
Il suo viaggio fino a noi
Identità dell’oggetto
Still Here è un tavolo caratterizzato da una struttura in tubolare metallico curvato e da un piano rettangolare in cristallo con angoli arrotondati.
La struttura è costruita attraverso linee continue e curve morbide, con elementi trasversali che collegano e irrigidiscono il basamento. Il cristallo lascia completamente visibile la struttura sottostante, che diventa così parte integrante dell’identità estetica del tavolo.
Non sono presenti elementi sufficienti per attribuire con certezza il tavolo a un produttore, a un designer o a un preciso periodo di realizzazione. La sua costruzione testimonia tuttavia una ricerca di essenzialità formale unita a una notevole solidità strutturale.
Una storia di famiglia
Del passato di questo tavolo non conosciamo una data di produzione, un marchio o il nome di chi lo abbia progettato.
Conosciamo però qualcosa di più personale: apparteneva alla nonna di Valerio, nonna Antonietta.
Non era soltanto un elemento d’arredo. Era un tavolo vissuto, sul quale la nonna lavorava e scriveva.
Non sappiamo cosa passasse da quelle mani a quei fogli.
Forse appunti da non dimenticare, una lista della spesa, un conto da ricontrollare. Forse un biglietto di auguri iniziato, cancellato e riscritto cercando le parole giuste. Forse pensieri importanti, oppure soltanto quelle piccole parole quotidiane alle quali, mentre le scriviamo, non pensiamo di affidare alcuna memoria.
Quei fogli non ci sono più e non possiamo sapere cosa raccontassero.
E non c’è più neppure la donna che, seduta davanti a questo tavolo, li riempiva con la propria scrittura.
Il tavolo, invece, è ancora qui.
È rimasto nella famiglia attraversando gli anni e, insieme alla propria materia, ha conservato qualcosa che non si può misurare: la memoria dei gesti compiuti intorno a lui.
Perché a volte gli oggetti che appartengono alla nostra quotidianità diventano testimoni silenziosi della vita.
Non possono raccontarci ciò che hanno visto, ma la loro presenza continua a ricordarci di qualcuno, di qualcuno che abbiamo amato, di qualcuno vissuto prima di noi.
Le tracce del tempo
Quando il tavolo è arrivato al laboratorio Luce Nouvelle, gli anni avevano lasciato segni evidenti sulla struttura.
In numerose zone la vecchia finitura si era deteriorata e sollevata, lasciando spazio a importanti fenomeni di ossidazione del metallo particolarmente visibili lungo alcuni tratti del tubolare, specialmente l’incrocio tubolare che poggia a terra.
La progressiva rimozione dei vecchi strati ha però rivelato qualcosa che il suo aspetto iniziale non lasciava immediatamente immaginare.
Sotto una superficie profondamente segnata, la struttura conservava ancora la propria consistenza e solidità.
Il tempo ne aveva trasformato l’aspetto, ma non ne aveva cancellato l’identità.
Era ancora lì.
Ed è proprio da questa scoperta, insieme alla storia che questo tavolo porta con sé, che è nato il suo nuovo nome.
Still Here
Ancora qui.
Due parole che raccontano la materia, ma anche qualcosa che va oltre la materia.
Ancora qui dopo gli anni trascorsi.
Ancora qui dopo il lavoro, le parole e i gesti quotidiani di nonna Antonietta.
Ancora qui sotto gli strati di vernice e le tracce di ossidazione.
E ancora qui dopo la persona alla quale era appartenuto.
Un oggetto non può sostituire una presenza e non può restituirci ciò che il tempo porta via con sé. Può però custodirne una traccia.
Forse è anche per questo che conserviamo alcune cose: perché continuando a far parte delle nostre case, continuano in qualche modo a tenere vicino il ricordo delle persone che le hanno vissute.
Attraverso questo restyling la struttura originaria è stata recuperata e trasformata attraverso una nuova finitura, realizzata per armonizzarsi con il marmo della cucina che oggi lo accoglie. Il cristallo continua a lasciare visibile ciò che sta sotto: lo stesso metallo, la stessa struttura, lo stesso tavolo.
Quello sul quale, un tempo, una nonna lavorava e scriveva.
Oggi Still Here continua il proprio viaggio nella stessa famiglia.
Con una nuova veste, una nuova vita e, custodita silenziosamente dentro di sé, la memoria di quella precedente.
Perché alcune cose non hanno bisogno di rimanere uguali per continuare a farci sentire vicino ciò che abbiamo amato.